Food trend 2018: la semplicità che stupisce


Un colpo d’occhio al futuro e in un attimo ritroviamo nel piatto profumi e sapori particolari e relegati ad altre sfere di ricordi.

Approfondire le tendenze del cibo ci permette di conoscere a fondo le infinite possibilità della fantasia e ci consente di abbattere barriere che sembrano insormontabili.

La miscela perfetta che permette ad un piatto di diventare una prelibatezza unica nasce dall’unione di prodotti del territorio associati ad ingredienti provenienti da altri paesi: la tendenza del 2018 a mixare più culture continua anche nel 2019.

Dalle cucine del mondo arrivano – e cercano di imporsi – pietanze prelibate a base di insetti.
Trattati e modificati consentiranno, anche al palato più refrattario, di gustare una novità e fare il pieno di proteine. È proprio quest’ultima caratteristica, unita alla convivenza sempre maggiore con culture differenti, a rafforzare l’idea che gli insetti possiedano qualità proteiche ineguagliabili.

Le novità che fanno bene

La necessità di nutrirsi con prodotti sani, cucinati con metodi di cottura semplici e poco costruiti, nasce dalla voglia di rispettare il mondo che ci circonda e di mettere da parte l’egoismo che da sempre rispecchia il mondo umano. Il rispetto dell’ambiente si muove di pari passo con il rispetto del proprio corpo, l’equazione dà vita ad una mente sana in un corpo sano.

Il mercato si adegua a queste nuove tendenze promuovendo bevande arricchite con dolcificanti naturali che cercano di competere con le bibite gasate. Le acque funzionali sono arricchite con estratti di frutta e/o verdura che oltre a rendere gradevole il sapore riescono ad offrire vitamine ed altre sostanze buone per il corpo.

Sull’onda dei cibi sani si stanno rivalutando frutta e verdura, prendendo spunto dal mondo vegano e vegetariano. Anche in questo caso i rumors lasciano pensare che la corrente iniziata nel 2018 non abbia alcuna voglia di arrestarsi, anzi: pare che le integrazioni di frutti esotici e la composizione di pietanze in agro dolce riscuota sempre maggior successo.

Se da un lato si nota una sempre maggiore integrazione di culture differenti tra loro, dall’altra si delinea un rispetto dell’ambiente che obbliga il ristoratore (e non solo lui) ad acquistare prodotti locali e ad esaltarne i sapori.

La scelta di ricorrere alla cucina esotica è un palliativo e resta delegata come contorno, l’ingrediente è sempre e soltanto derivante dal territorio. La ricercatezza di ingredienti di alta qualità è affinata dalla necessità di conoscere e condividere sensazioni con i produttori locali; la diversificazione, invece, deriva dalla necessità di rinnovare e rinnovarsi mantenendo ben salda la tradizione.

La comodità del chilometro 0

Ormai è qualche anno che il chilometro 0 si è imposto sul mercato, pare che la tendenza sia in costante aumento.
La necessità di stare al passo con i tempi ha influenzato anche i metodi di consegna dei prodotti; sempre più spesso, le aziende agricole si uniscono in vere e proprie cooperative e attivano un sistema di affiliazione con la consegna a casa di prodotti genuini. Il cliente ha a disposizione un servizio comodo con prodotti sani.

Il bio incrementa la sua conoscenza e oltre ad alimentare inizia ad istruire un numero sempre maggiore di persone sul legame tra terra e vita.
Nascono così molti corsi di cucina improntati sull’alimentazione che dedicano del tempo all’approfondimento del mondo BIO, troppo spesso bistrattato.

Rapido e veloce

Contravvenendo a tutte le nozioni impartite dai nutrizionisti che sostengono l’esigenza di magiare lentamente per una buona digestione, la tendenza dello street food come luogo – anche – di aggregazione si sta espandendo a macchia d’olio.

Street food e cibo da strada sono il mood del momento, invadono fiere e strade cittadine, sempre più spesso la mescolanza di sapori tipici delle varie regioni italiane è incastonata in un unico ambiente.
Allo stesso modo, anche i piatti di tutti i giorni obbligano ad essere veloci e facili da cucinare, ecco perché si ha la necessità di ingredienti semplici e naturali.

Così come la società corre veloce, anche il pasto diventa più un’esigenza piuttosto che un piacere, o almeno questo traspare tra le tendenze del quotidiano.

Il piatto bello da vedere e buono da mangiare

Il mood bello da vedere e buono da mangiare contagia tutti gli ambiti alimentari e si arricchisce di nuovi elementi.

L’evolversi delle tendenze degli ultimi anni, che vedevano l’impiego dei semi in cucina, si sta trasformando – e si è già trasformato nel 2018 – nell’utilizzo di fiori e funghi.
I grandi chef spostano l’attenzione verso questi elementi: sono loro, infatti, i veri protagonisti del momento, capaci di diventare commestibili e di regalare un colore unico ai piatti.

La necessità di diversificazione si nota anche dalla voglia di personalizzare e creare un marketing attorno agli accessori della tavola, così come agli ingredienti: cucine a vista diventano il valore aggiunto nei ristoranti importanti tanto quanto nelle piccole osterie di nuova identità.

L’apparenza che conta si nota in tutti i settori del food, ma soprattutto in ambiti in cui il prodotto entrerà a far parte dei ricordi: la pasticceria.

Parola d’ordine: Differenziarsi

Analizzando le nuove campagne pubblicitarie dei maggiori produttori di cibo si nota che, a differenza degli anni passati in cui si esponeva fino allo sfinimento il prodotto, oggi – e domani ancora di più – si cerca di rendere “normale” ed accessibile a tutti un determinato prodotto.

La scelta di agire su più fronti e di non targettizzate il cliente nasce da un’esigenza figlia della globalizzazione e nel pieno rispetto delle differenti culture che convivono nel territorio.

Adeguare un prodotto ad un’etnia in questo modo non significa escludere a priori un altro gruppo di persone: l’unione è il punto di arrivo della differenziazione.
La diversità diventa la norma e, di conseguenza, il prodotto è destinato a diverse fasce di persone. Per fare questo le grandi aziende cercano di collaborare con altri settori: food e moda sono l’esempio più evidente di tale processo.

L’intenzione delle nuove tendenze in fatto di cibo sembrerebbe protendere verso un’alimentazione più sana e variegata.
I peccati di gola sono concessi ma limitati a determinati momenti, come l’evento particolare dello street food. Allo stesso modo la necessità di conoscere nuovi alimenti, ingredienti e sapori si mescola all’esigenza di rinnovare il proprio piatto lasciandosi così contagiare dalle culture e tradizioni di paesi lontani.

L’improvvisazione è bandita, soprattutto quando si trattano ingredienti tanto particolari e sconosciuti ai più. Ecco perché a fianco alla necessità di rinnovamento si nota un numero crescente di corsi di cucina specifici ( http://scuolaartebianca.it/calendario-corsi/) capaci di soddisfare la curiosità verso questi nuovi alimenti.

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